Singhiozzo neonato: cos’è, quali sono le cause e come farlo passare

Dott.ssa Patrizia Franco
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Il singhiozzo è una contrazione involontaria e ripetuta del diaframma, (quel grande muscolo che separa il torace dall’addome), per stimolazione del nervo frenico, seguita da una rapida contrazione e chiusura della glottide che si traduce nel classico suono “hic”.

Cosa devo fare se il mio bambino ha il singhiozzo

Il disturbo può comparire sia nel lattante allattato con latte materno che allattato artificialmente, in quanto non dannoso. Il singhiozzo può essere seguito, sporadicamente da un rigurgito, questo proprio per l’immaturità anatomo funzionale del diaframma, regolato a sua volta da una valvola chiamata “cardias” che svolge il compito di regolare il flusso degli alimenti, impedendo il loro ritorno in esofago dopo l’ingestione. Con il trascorrere del tempo, tale disturbo, proprio per il raggiungimento della maturità funzionale, andrà a scomparire. I genitori del piccolo lattante possono comunque essere tranquillizzati, con dei piccoli consigli tutto verrà superato.

Il singhiozzo del neonato è pericoloso?

Il singhiozzo non è pericoloso. È un fenomeno frequente che in genere si risolve da solo. Qualora il singhiozzo perduri per molto tempo consecutivo, in particolare se associato a un evidente malessere del lattante, è opportuno consultare il pediatra.

Cos’è e cause del singhiozzo del neonato

Il singhiozzo è un meccanismo innocuo, che può comparire già dopo l’ottava-nona settimana di gestazione, non è una patologia, ma un piccolo disturbo fisiologico, per cui non esiste una terapia specifica.

Singhiozzo dopo la poppata

Se il singhiozzo interviene subito dopo la poppata, si possono seguire alcuni consigli. Se il lattante è molto vorace, si può interrompere brevemente l’allattamento e provocare il “ruttino”, favorendo in tal modo l’eliminazione del gas in esubero. Si può controllare la posizione del bambino, tenendolo in posizione dritta, favorendo in tal modo il rilassamento del diaframma. Si può provare ad offrire il ciuccio, perché la suzione può anch’essa favorire il rilassamento del diaframma.

Se il lattante è allattato al seno, si deve controllare il corretto attaccamento al seno, cioè che le sue labbra coprano l’intera areola e non solo il capezzolo materno.

Se invece, è allattato artificialmente, piegare il biberon a 45°, per far risalire l’aria verso il fondo del biberon. In tal senso, si può tentare anche l’uso di un dispositivo specifico anticolica da applicare al biberon. Si deve controllare il tipo di tettarella e il suo foro, evitando che sia troppo piccolo o troppo grande. Si può provare a cambiare la programmazione delle poppate, aumentando la frequenza, ciò per evitare che il bambino assuma una quantità eccessiva di alimento in un’unica occasione. In ultimo, prestare attenzione a eventuale presenza di altri segnali di disagio del bambino, come singhiozzo alternato al pianto, rigurgito, sudore marcato e improvviso, flessione degli arti inferiori.

Perché si sviluppa il singhiozzo

La cause del singhiozzo del neonato non sempre sono note. Gli eventuali responsabili sono:

a) Immaturità del sistema digestivo.

b) La voracità e la rapidità con cui il lattante assume il latte, che consentono l’ingurgitare di molta aria, provocando un’eccessiva distensione del cardias, che andrà a stimolare il diaframma.

c) Le crisi di pianto frequenti, anch’esse causa di quantità eccessive di aria ingurgitata.

d) Un repentino cambio di temperatura.

Quanto dura il singhiozzo ad un neonato

Il singhiozzo può essere considerato un fenomeno fisiologico nel neonato e nel lattante. Può presentarsi frequentemente, soprattutto dopo la poppata, ma dura in genere pochi minuti. È un fastidio autorisolventesi che non desta preoccupazione, ma qualora duri oltre le 24- 48 ore o tenda a ripetersi assiduamente nel tempo, è necessario escludere cause patologiche, quali il reflusso gastroesofageo, la gastrite, la pericardite o le lesioni neurologiche cerebrali o del nervo frenico.
Inoltre, qualora il singhiozzo si presenti anche per pochi minuti, ma associato sempre a un evidente disagio del bambino, vanno escluse diagnosi di patologia che andranno valutate di volta in volta dal pediatra.

Come far passare il singhiozzo

La posizione migliore da tenere è quella verticale, appoggiandolo al proprio petto e massaggiandogli la schiena. Questo infatti lo aiuta a rilassarsi, determinando anche un rilassamento della muscolatura diaframmatica.

Rimedi per il singhiozzo

Esistono alcuni utili consigli per tentare di interrompere il singhiozzo, come ad esempio:

1) Somministrazione di qualche cucchiaino di acqua tiepida che, provocando la deglutizione, può contrastare la contrazione del diaframma.

2) Offrire una nuova poppata, se è trascorso del tempo dalla precedente.

3) Offrire una goccia di limone, vecchio rimedio della nonna, ma non sempre utile.

Come prevenire il singhiozzo

Non esiste una particolare prevenzione del singhiozzo, in quanto non è un evento indice di patologia. Comunque per ridurre la possibilità che insorga tale disturbo sia dopo la poppata sia mentre dorme, il miglior consiglio è quello di seguire una corretta alimentazione, sia considerando la scelta del tipo di latte più tollerato dal bambino, sia circa la modalità più corretta da adottare. Ovviamente tutto ciò andrà consigliato dal pediatra del bambino.